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XXX Mostra

 

Lame da offesa e da parata.
Costumi e cerimoniale principesco.

Passando da Scarperia tra il XVI e il XVIII secolo
in collaborazione con il Museo Stibbert di Firenze

Scarperia, Palazzo dei Vicari: 31 maggio - 14 settembre 2003

Inaugurazione venerdì 30 maggio ore 17

Orario di apertura:

dal mercoledì al venerdì ore 15,30-19,30

sabato e festivi ore 10-13 e 15,30-19,30

 

La XXX edizione della mostra di Scarperia è dedicata al tema del passaggio di viaggiatori ed armati in transito attraverso il Passo del Giogo e con sosta a Scarperia dal XV al XVIII secolo.

Saranno esposti circa 70 pezzi tra armi e coltelli, provenienti dal Museo Stibbert e ricostruzioni filologiche di abiti dell’epoca, che insieme alla scenografia dell’allestimento, ci aiuteranno a rivivere le abitudini e le necessità legate al viaggio nel passato.

La mostra di Scarperia metterà in evidenza del materiale dello Stibbert non molto conosciuto, inquadrandolo in un tema storico: quello del ruolo che questo centro del Mugello ebbe dal XVI al XVIII secolo, sia come sede di vicariato nell’organizzazione territoriale del Ducato - e poi Granducato - di Toscana, sia come luogo di transito di «forestieri». Uomini d’arme, truppe, mercanti, viaggiatori, pellegrini e quant’altri che percorrevano la via che valica l’Appennino al Passo del Giogo vi facevano tappa per rifocillarsi e pernottare. Questa umanità eterogenea per condizioni e provenienza recava armi, ma anche posate personali, diverse secondo la propria origine, che poteva collocarsi in uno dei vari stati e staterelli in cui era frazionata l’Italia, oppure in terre assai più lontane.

Coerentemente con questa impostazione, solo alcuni pezzi importanti sono toscani, come il bel corsaletto della Guardia Medicea di Ferdinando I, o le tipiche balestre a pallottole con cui ci si dilettava nella caccia agli uccelli. Si può se mai osservare che, come quasi sempre accade, manca ciò che apparteneva ai più umili: la modesta posata del pellegrino, il rustico coltellaccio tuttofare del viandante di basso rango non avevano qualità tali da essere considerati degni di venire conservati.

Se il quadro privilegia inevitabilmente gli armati e i signori, è però vivacizzato da un certo numero di capi d’abbigliamento relativi all’epoca considerata. Si tratta di scrupolose ricostruzioni effettuate sulla scorta di immagini d’epoca e dovute alla passione e alla competenza di Sara Piccolo Paci, che da tempo si dedica allo studio dell’abbigliamento antico. Gli esemplari sono realizzati in scala ridotta, ma con una precisa attenzione alle modalità di realizzazione, al tipo di cuciture, alla scelta delle stoffe. Ogni pezzo è accompagnato dall’immagine da cui è tratto, a testimoniare che non si tratta di semplici abiti «in stile», ma di precise ricostruzioni di quel che indossava un determinato personaggio raffigurato in una pittura.

Tra i pezzi esposti nella mostra, uno pone degli interrogativi che riguardano proprio Federigo Stibbert e Scarperia. Si tratta di un bel coltello da tavola a lama larga, del tipo usato per fare le porzioni, col manico in avorio scolpito con una scena biblica: Adamo ed Eva nel Paradiso Terrestre insieme all’albero col serpente. Il gusto fa pensare a esemplari del XVII secolo, ma la lama reca un marchio su due righe poco leggibile: «...LDO ...NCHI - SCARPERIA». L’unico artefice scarperiese che vi corrisponde è Leopoldo Banchi, nato nel 1855 e attivo negli anni in cui Federigo Stibbert dava una sistemazione alle sue collezioni. Almeno la lama deve essere dunque contemporanea al grande collezionista. Ma il manico? Se l’intero coltello provenisse da Scarperia bisognerebbe ammettere che in questo centro, verso la fine dell’Ottocento, si facessero anche riproduzioni in stile antico di ottimo livello, cosa di cui finora non si è mai avuta notizia. Se invece il manico è più antico, si tratterebbe di uno di quegli interventi di completamento a cui Stibbert ricorse in varie occasioni.

Ma i pezzi esposti che meritano attenzione sono tanti, troppi per esaurire qui l’argomento.

La mostra sarà suddivisa in cinque sezioni:

  • Rituali cortesi nel quattrocento
  • L’offesa e la difesa
  • Il cerimoniale principesco
  • La caccia
  • Coltelleria da tavola e da viaggio

Ogni sezione sarà corredata da appropriata iconografia. didascalie e allestimento scenografico.

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