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19 Maggio-4 giugno 2000Palazzo dei VicariAntichi Guerrieri, artigiani d'oggied inoltreI coltelli di RandallII coltello "Custom" italianoColtelli Gioielli11° concorso Coltello amatoriale
Antichi Guerrieri, artigiani d'oggi
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Per la seconda volta gli appassionati italiani di coltelleria moderna USA possono accostarsi a tanti esemplari riuniti della migliore e pi famosa produzione americana: "Randall the best"? Si Randall il migliore. E lo dicono in USA, dove di coltelli se ne intendono.
Randall il migliore. "E probabilmente - come scriveva qualche anno fa in un suo articolo su Diana Armi, Primo Zoppi, - lo e davvero, soprattutto se consideriamo i suoi coltelli da un punto di vista utilitaristico e per il modo in cui sono ancora oggi fabbricati: a differenza della stragrande maggioranza dei coltelli di tutto il mondo le cui lame sono tranciate, quelle di Randall sono forgiate. Come si faceva un tempo. Bo Randall e un personaggio, ormai. E' uno dei pilastri della coltelleria mondiale di un certo tipo. E se in Europa i suoi pezzi - che giungono col contagocce - vanno a ruba, negli States egli e
diventato un mito. E molti appassionati, anche nostrani, si rivolgono ormai direttamente a lui, spettando quanto c'è da aspettare (a volte molti mesi) pur di avere un suo pezzo, magari personalizzato, dal manico di un certo materiale anziché standard.
Ed e grazie ad uno di questi nostri cultori del bel coltello moderno, Piero Guasti, che e possibile oggi ammirare un panorama (oggi ancor più ampio rispetto al 1994) cosi significativo della produzione della piccola ditta del maestro di Orlando in Florida.
11 gusto per il bello e, indiscutibilmente, soggettivo. Ma a quanto pare la massa di collezionisti che la pensa come noi e enorme: della produzione di Bo forse il più bello, il più elegante ( senza, per carità, niente voler togliere agli altri) e il n 1. Quel "n° 1 All Purpouse fighting knife" che, nato come coltello militare ed utilizzato da tanti soldati americani durante la seconda guerra mondiale, dimostrò ampiamente di essere adatto, per le sue doti e caratteristiche, ad essere impiegato per tutti gli usi e necessità. Non pochi fanti e marines in qualche modo devono la vita a questo loro affidabile
"silenzioso amico". Nel Pacifico come in Corea e Vietnam. Fu il primo di una stirpe che ormai conta, tra tipologie base e varianti, diverse decine di modelli. Citarli tutti qui e, ovviamente, impossibile. E' impossibile dimenticare il primo coltello andato nello spazio: il n 17, l'Astro, che fu al fianco del Maggiore Gordon Cooper in quel Progetto Mercury che ha portato il primo uomo sulla luna.
Ma non si può neppure dimenticare che Randall, in collaborazione con il Capitano della Sanità USA in Vietnam, George Ingrahm, concepì e realizzò il primo coltello survival a manico cavo della storia, il "n°18 Attak Survival" ora esposto al Metropolitan Museum of Art di New York. Dal quale prese le mosse un altro grande maestro americano, Jimmy Lile padre del "coltello di Rambo". Alcuni lavori di Lile - e di Bon - compaiono giustamente qui, accanto a quelli del mitico Maestro di Orlando.
Gli americani, al di la delle loro nevrosi, delle loro manie, della loro - in parte presunta - fanciullezza, grazie alla conformazione e alle dimensioni della loro terra hanno avuto il non disprezzabile dono di saper trasformare rapidamente la storia in leggenda, in mito; trasfigurando la realtà, plasmandola come hanno plasmato il loro continente.
Leggenda e mito fanno sognare e il sogno è un'innocente quanto importante realtà liberatoria che attenua gli effetti negativi della vita caotica, stressante, frustrante di oggi.
La storia, ricordiamolo, molto spesso nell'arco dei millenni è sopravvissuta, magari deformata, appannata, grazie alla propria leggenda: e in questa stanno entrando, con Jim Bowie, gli uomini che concepirono e forgiarono queste lame.
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I partecipanti a questa mostra mercato, non sono semplici artigiani, ma veri e propri artisti che creano coltelli 'unici" fatti completamente a mano e costruiti spesso con materiali pregiati.
Si possono ammirare manici, con finiture d'argento o di altri materiali preziosi, lame realizzate con la tecnica del damasco, che formano oggetti da collezione di grande pregio.
Un'occasione per gli appassionati del settore di trovare riuniti importanti 'maestri coltellinai'' provenienti da tutta Italia e per tutti un'opportunità per ammirare piccoli, ma preziosi capolavori.
Sabato 3 e Domenica 4 Giugno
Locali Vecchia Propositura
Hanno partecipato alla rassegna i maestri Bruno Trombin, Daniele Barban, Pierluigi Gulli, Sandro Mariani, Maurizio Mattioli e Claudio Riboni.
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Pietre dure, turchesi e lapislazzuli, graniglie sintetiche, ossidiane, coralli, avorio fossile, graniti e sabbie ricomposte con resine epossidiche, legni esotici ed essenze nazionali, ebano, pink ivory, giuggiolo, bosso. La ricerca di Barban sui materiali, sugli intarsi e sulle forme sembra non conoscere più alcun limite: i suoi coltelli sempre di più assomigliano a gioielli, a opere d'arte.
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E non solo 'metaforicamente', dal mornento che ie impugnature delle creazioni più recenti sono un dichiarato omaggio all'arte astratta contemporanea, alle opere di artisti come De Staël, Pasmore... I coltelli di Barban e in particolare quelli che compongono la collezione presentata in questa sede sembrano destinati alla contemplazione, piuttosto che all'uso. E non certo perché gli intarsi e i materiali "preziosi" abbiano reso delicato l'utensile: i ferri taglienti dell'artista ferrarese sono concepiti per resistere a usi estremi ma chi avrebbe il coraggio di usare un'opera d'arte per tagliare una bistecca.
Peggio ancora chi avrebbe il coraggio di gettare un dipinto, una scultura, un prezioso gioiello nella lavastoviglie? Per questo motivo i "coltelli gioielli" di Barban, sono destinati alle casseforti e alle pareti dei collezionisti, non certo ai cassetti della cucina. Nelle realizzazioni del coltellinaio ferrarese il concetto di utensile viene sovvertito nel nome dell'arte.
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II concorso e strettamente riservato a dilettanti, un numero sempre crescente di appassionati che impiega ore e ore di paziente lavoro per realizzare coltelli completamente modellati a mano, utilizzando spesso materie prime e strumenti di recupero.
Due le sezioni previste: coltello a lama fissa e coltello a serramanico.
Per tutti i partecipanti e previsto un coltello in regalo e una giuria composta da membri del Centro di Ricerca e Documentazione sull'Artigianato dei Ferri Taglienti designerà i vincitori del concorso per ciascuna sezione.
Premiazione: Domenica 4 Giugno ore 17
Palazzo dei Vicari
Il concorso ha visto la partecipazione di 20 amatori ed ecco i risultati:
Coltelli pieghevoli
1° - Italo Cane
per l'originalità delle soluzioni e per la cura delle esecuzione
2° - Luigi Guerra
3° - Guido Valoroso
Coltelli a lama fissa
1° - Roberto Bernini
per le forme semplici ed equilibrate, studiate con cura e per l'esecuzione molto accurata
2° - Daniele Conticini
3° - Claudio Trombi